Il 19 Maggio 1925 Mussolini varò il primo atto da lui definito “veramente fascista”, in cui si diceva: “La Massoneria per il suo programma internazionale, pacifista, umanitario, è nefasta all’idealità e all’educazione nazionale [...] Le Federazioni tengano presente che la Massoneria costituisce in Italia l’unica organizzazione concreta di quella mentalità democratica”.
La Massoneria è una delle realtà storiche maggiormente soggette a pregiudizi e ignoranza. Enrico Proserpio ce ne mostra alcuni aspetti dall’interno, attraverso le avventure (e le disavventure) di un giovane “Fratello”, Ettore Marchi, costretto a fuggire da Firenze, e dai suoi sogni spazzati via dalla violenza ignobile del Fascismo. Per approdare sul Lago di Como. Qui, mentre Ettore studia le erbe che trasmutano in medicine nell’alambicco spagirico che ribolle sopra la fiamma, l’animo stesso del giovane si trasforma e matura, da quello di un ragazzo spaventato e ricolmo di rabbia, a quello di un uomo che impara a vedere oltre i pregiudizi e la superficialità. Ma il suo viaggio non è finito, e un nemico implacabile è sulle sue tracce...
La narrazione di Enrico Proserpio è torrenziale, a tratti quasi telegrafica, ma resta sempre elegante, precisa, e non priva di poesia. Il suo è un linguaggio colto, raffinato, e insieme leggero e moderno.
Daniele Bonfanti
Nessun commento:
Posta un commento